|
Lo Scoglio di Laione (m 2.594) è un’imponente
formazione rocciosa situata nel gruppo dell’Adamello. Caratterizzato da due
torri rocciose collegate da una cresta,
ospita trincee e resti della Prima Guerra
Mondiale, dominando la Valle del Caffaro
tra il Passo di Blumone e il Monte Listino; rappresenta infatti un significativo
stacco altimetrico caratterizzante la grande conca a sud est di quest’ultimo. Il versante orientale, di forma vagamente trapezoidale, risulta
verticale ed articolato con due distinte elevazioni, la culminante Cima
Sud-Ovest e la turrita Cima Nord-Est. Sul
versante opposto, quello occidentale, lo Scoglio si mostra quale
insignificante rialzo, dove con poche e brevi balze erbose si ricongiunge
con il vasto altipiano detritico poco sotto
la depressione di cresta compresa tra la Cima di Mare (m 2738) e la Cima Laione (m 2763).
Cima
Laione (m 2763) sorge a NE del Lago
della Vacca (m 2358), su quella cresta che a Nord la collega al M.
Listino (m 2749) oltre il quale continua lungamente sino al M. Re di Castello (m 2889),
dividendo in pratica la Val Daone a Est dalla Valle di Dois a Ovest, mentre
a
Sud-Ovest la collega alla Cima delle Terre Fredde (m 2645). A
sud il Passo di Blumone (m 2633) la divide dal Cornone di Blumone (m 2843).
Lo Scoglio di Laione è raggiungibile
principalmente con 2 itinerari che differiscono tra loro per il punto di
partenza dell’escursione: 1_ dalla
Locanda Gaver (m 1493) o dal Rif. Nikolaiewka (m 1502) situati
nella Piana di Gaver, col Sentiero 626 ex 26 risalendo la Val del Caffaro
sino al Bivacco Casinello di Blumone (m 2107) e poi col Sentiero 627 ex 27
in salita, sino ai pressi della sella chiamata Porta del Caffaro; 2_ dal Rif. Tita Secchi\Lago
della Vacca (m 2358), raggiungibile dalla Malga Cadino della
Banca (m 1800) o dalla località Bazena (m 1802), col Sentiero 601 ex 1 sino al Passo di
Blumone (m 2633) e poi col Sentiero 627
ex 27 in discesa, sino ai pressi della sella chiamata Porta del
Caffaro.
In
questa Scheda viene descritto l’itinerario con partenza dalla Malga Cadino
della Banca.

ITINERARIO
Seguendo la strada che
dal Passo di Crocedomini (m 1895) scende verso Bagolino (m 778) bisogna
raggiungere la Malga Cadino della
Banca (m 1800) dove si può parcheggiare comodamente in uno dei numerosi spazi appositi.
Si segue la carrereccia Sentiero 419 ex 19 che
diparte dalla strada in direzione nord e che risale il versante orografico sinistro
della Valle di Cadino, percorsa dall’omonimo torrente. In circa 40
minuti si raggiunge la base (m 2020) del bianco e caratteristico rilievo
roccioso, chiamato Corna Bianca (m
2119). A dire il vero si può arrivare sin qui anche in automobile dove è possibile trovare parcheggio, ma si rammenta
che in alcuni tratti, specie nel finale, il fondo alquanto ghiaioso e con
alcuni dossi, molto spesso rende il transito disagevole ed è consigliato ai
fuoristrada o ad auto abbastanza alte da terra.
Si supera la Corna Bianca sulla sinistra in
lieve salita, camminando sulla bella stradetta acciotolata resa bianca dalla sabbia finissima presente in
zona, mentre sotto di noi è ben visibile una pozza, alcune volte
semiasciutta chiamata Laghetto Moie (m
1980). Dopo un tratto abbastanza pianeggiante attraverso i pascoli spesso utilizzati per i cavalli, la pendenza inizia
ad aumentare mentre davanti a noi i pinnacoli e le bianche verticali pareti
delle Creste di Laione (m 2393) rendono il
paesaggio insolito e suggestivo. Proseguendo sul nostro bel sentiero, piano
piano a sx sotto di noi appare il rotondo Laghetto
Nero di Cadino (m 2080) oltre il quale è
ben visibile il sentiero invernale per il Lago della Vacca. Verso i
2200 metri ignoriamo il sentierino che sale ripido verso destra e che
zigzaga sotto le Creste di Laione, esso non è altro che il vecchio sentiero
19 per il Passo della Vacca, che si utilizzava quando ancora non esisteva
il nuovo sentiero (comunque ben
risistemato e che vale la pena percorrerlo in discesa all’occasione…). Rimaniamo sul largo sentiero, praticamente una
stradina tra la ganda, fatta di grandi lastre e massi di pietre
sapientemente incastonate tra loro e, dopo aver superato un rudere, si raggiunge alla quota di circa
2320 metri il Sentiero 601 ex n.1 che
proviene da Bazena. Lo si segue verso destra raggiungendo quasi subito il Passo della Vacca (m 2361) nei pressi del
grosso masso di pietra che lo caratterizza e con la grossa mole del Cornone di Blumone (m 2843) che si eleva
dinanzi a noi. Ancora pochi minuti sul sentiero semipianeggiante e si
giunge al Rif. Tita Secchi (m 2358) nei pressi della sponda sud-orientale del Lago della Vacca. Ripreso il Sentiero 601 lo seguiamo in
costante salita, fatta di tornanti e tratti dritti attraversando la ganda
che caratterizza le pendici occidentali del Blumone sino a
raggiungere l’omonimo Passo (m 2633) e il
paletto con le numerose frecce direzionali.
Seguiamo per pochi
istanti il Sentiero 601 ex n.1, superando un rudere della Guerra ed una grotta
ricovero, sino ad incontrare nuovamente le
frecce direzionali, compresa quella del Sentiero
627 ex 27, relativa al Giro del
Blumone e destinazione finale Rif. Nikolajewka. Iniziamo
così la discesa verso est su facile ganda, sempre
guidati dai segnavia, sino alla quota di circa
2500 metri quando, in vista della
depressione erbosa e detritica situata tra il Cornone e lo Scoglio,
conviene abbandonare il sentiero e raggiungere verso sx questa depressione, una zona umida che raccoglie le acque drenanti e di fusione
del piccolo catino circostante. Puntando verso
lo Scoglio di Laione, facilmente e ad intuito, si riprende debolmente
quota sino all’ampia sella chiamata Porta
del Caffaro (m 2550) situata a ovest della Cima sud-ovest dello Scoglio. Alla base del crinale erboso dello Scoglio
sono ancora ben evidenti i resti di un caseggiato realizzato con conci di
pietra, abbondantemente presenti in loco. Da qui l’occhio esperto può
notare anche le tracce di un sentiero di
arroccamento che risale il crinale sino alla sommitale di cresta.
Questo ci permette di risalire abbastanza
velocemente. Risalitolo ci troviamo nella
parte sud della cresta ed il sentiero di arroccamento, ora scavato
nella roccia, si dirige verso la Cima Nord-Est, mentre a destra possiamo
risalire facilmente quella Sud-Ovest.
Davvero interessante risulta il tratto verso la
turrita Cima Nord-Est, sul quale si trovano muri
di trincee e, all’apice dell’elevazione rocciosa, resti di strutture abitative con punti strategici
di osservazione. Ritornati alla sella
non sarà difficile guadagnare verso ovest
circa 50 metri di dislivello e raggiungere il Sentiero 601 ex n.1 che transita vicino. Lo seguiamo verso
sx (sud-ovest) sino a quando raggiungiamo l’evidente
traccia che sale a Cima Laione (m
2763), facilmente raggiungibile in pochi minuti, oppure se non vogliamo
salire la cima, possiamo continuare sul 601 e tornare al Passo di Blumone.
Dalla Cima Laione conviene scendere, su evidente traccia, sino
ad intercettare il Sentiero Monsignor Antonioli,
con cui si va a riprendere il sentiero principale e tornare al Rif. Tita Secchi. Da qui si torna alla
macchina con lo stesso percorso fatto
all’andata ricordandosi della possibilità di percorrere, dal Passo della Vacca, il vecchio sentiero che
zigzaga sotto le Creste di Laione.
|
Earth
|
Cartina Gpx
|
Traccia Gpx
|
|
Mappa
|
|
|
Partenza
|
quota
|
Arrivo
|
quota
|
dislivello
|
Tempo
|
Km
|
Difficoltà
|
Data
|
|
Malga Cadino
della Banca
|
1800
|
Rif. Tita Secchi
Lago della Vacca
|
2358
|
558
|
h. 1:50
|
5
|
E
|
14/09/2021
|
|
Rif. Tita Secchi
|
2358
|
Scoglio di Laione
|
2594
|
+375
-125
|
h. 1:30
|
4
|
E+
|
|
Scoglio di Laione
|
2594
|
Cima Laione
|
2763
|
+220
-50
|
h. 0:40
|
1
|
E+
|
|
Cima Laione
|
2763
|
Malga Cadino
della Banca
|
1800
|
circa
-1000
|
h. 2:40
|
8
|
E+
|
|