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Escursione impegnativa!
Il Pizzo Tresero (m 3594) è una montagna del
Gruppo Ortles-Cevedale, nelle Alpi Retiche meridionali, in provincia di
Sondrio. La montagna è collocata a sud-est
di Santa Caterina Valfurva e a nord-ovest della Punta
San Matteo. Contorna ad ovest il Ghiacciaio dei Forni. È l'ultima
vetta della Catena delle 13 Cime che inizia dal Cevedale e cinge a sud e ad
est il Ghiacciaio dei Forni. È legato da una corta e marcata cresta alla vicina Punta Pedranzini (m 2599) mentre sugli
altri versanti scende con pendii di modesta pendenza, in particolare a sud
ove giace la Vedretta Dosegù, eccetto che
sul versante nord dove presenta un'alta e ripida parete di roccia e
ghiaccio considerata una delle più severe della regione. La normale via di
salita parte dal Rif. Arnaldo Berni (m 2541) che si trova lungo la strada che dal Passo di Gavia (m
2618) scende a S. Caterina Valfurva. Si ricorda che questo valico alpino
mette in comunicazione l’Alta Val Camonica
con la Val di Gavia, tributaria della Valfurva-Valtellina. La salita al
Pizzo Tresero dalla via normale è principalmente un’escursione di alta
quota su terreno misto (EE/F+) ma richiede comunque esperienza con l’ambiente di alta montagna e talvolta attrezzatura alpinistica (ramponi veri nello
zaino…), quindi, per i canoni
escursionistici di questo sito risulta essere abbastanza impegnativa.

ITINERARIO
Parcheggiare nei pressi
del Rifugio Arnaldo Berni (m 2541) lungo la strada che dal Passo di Gavia
(m 2618) scende a S. Caterina Valfurva. Scendiamo subito verso il ponte di legno con cui si attraversa il
Torrente Gavia, lasciando alle nostra spalle il
Rifugio Berni. Seguiamo le indicazioni
per il Ponte dell’Amicizia e per il Pizzo Tresero, camminando sul sentiero che inizialmente corre
assieme al 525 e SI
(Sentiero Italia). Incontriamo nuovamente le indicazioni per il Ponte
dell’Amicizia, che seguiamo abbandonando di fatto il Sentiero 525/SI. Il
percorso è pianeggiante, infatti stiamo attraversando una zona umida
chiamata Pian Bormino. Poco oltre, perdendo
qualche metro di dislivello, andiamo a superare lo spumeggiante e
incassato Rio del Dosegù tramite un
ponticello di ferro (m 2529) chiamato “Ponte dell’Amicizia”. Proseguiamo,
sempre abbastanza in piano, sino alla quota di
circa 2550 metri. Qui iniziamo a salire con
buona pendenza su sentiero terroso ed erboso, incontrando
sporadicamente il segnavie bianco/rosso col n.41 pittato
sulle rocce. Il nostro sentiero segue la
direzione nord-orientale, grosso modo parallelo alla cresta che ci sovrasta a sx, quella che più a monte
divide la ridotta Vedretta di Tresero da quella di Punta Pedranzini. Dopo
un’oretta dal Ponte dell’Amicizia, superata una
balza dove ancora primeggia l’erba, l’ambiente
cambia radicalmente divenendo ben presto arido e pietroso, suggerendoci
che ormai siamo quasi sui 3000 metri di quota.
Davanti a noi vediamo la lunga conca che
dobbiamo attraversare, occupata in alcuni punti da nevai, mentre volgendo lo sguardo a ritroso
spicca suggestiva la sagoma del Corno dei Tre
Signori. Più avanti incontriamo un ometto
ai bordi di una depressione innevata sul cui fondo appare un piccolo laghetto, in questo caso
ancora semighiacciato. Continuiamo a salire, mentre la quota contribuisce
ad affaticare il cammino. Un altro omino ci
offre la scusa per effettuare un’altra sosta
e poter osservare la nostra meta, che ancora
pare molto lontana, al termine di una affilata cresta, a dominare sulla
sinistra il Ghiacciaio di Punta Pedranzini. La
giornata è splendida e le immagini risultano ben definite con nevai e
rocce ben contrastati. Superati alcuni nevai
raggiungiamo il ghiacciaio, mentre sopra di
noi è possibile scorgere il Bivacco Seveso (m 3450) collocato sulla severa cresta. Percorriamo un tratto di ghiacciaio sino a raggiungere una
cengia e la parete molto ripida attrezzata
con una corda. Con molta attenzione, aiutati
dalla corda, ci arrampichiamo sino a raggiungere
la cresta, abbastanza esposta e che andiamo
a percorrere, comunque senza grosse difficoltà, sino alla Croce di vetta del Pizzo Tresero (m
2594). Dalla cima, abbastanza spaziosa, il
panorama è grandioso; verso nord risultano
inconfondibili l’Ortler e gli Zebrù, più
spostati a destra il M. Cevedale, il Palon de la Mare e il M. Vioz, a est la vicina Punta Pedranzini e la Punta
San Matteo, a sud ovviamente le montagne
adamelline.
Per il ritorno percorriamo a ritroso lo
stesso percorso di andata, ponendo molta attenzione durante la discesa dalla cresta e della parte di ghiacciaio, dove sarà
probabilmente doveroso utilizzare i ramponi.
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Earth
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Cartina Gpx
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Traccia Gpx
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Mappa
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Partenza
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quota
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Arrivo
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quota
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dislivello
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Tempo
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Km
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Difficoltà
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Data
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Rifugio Berni
(Passo di Gavia)
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2541
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Pizzo Tresero
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3594
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1061
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h. 4/4:30
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6,14
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EE/F+
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31/07/2024
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Pizzo Tresero
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3594
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Rifugio Berni
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2541
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h. 3:30/4
|
6,14
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EE/F+
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