flag004

 

(seconda parte)Sopra i 2000 m

Tagliaferri.JPG

SCHEDA

Rif Tagliaferri.JPG

Rifugio N. Tagliaferri (m 2328), Valle di Scalve.

E’ il rifugio più alto delle orobie bergamasche e la sua posizione centrale né permette l’accesso dalla Valle di Scalve, dalla Val Seriana e dalla Valtellina.

Itinerario 1: dalla Valle del Vò, in Val di Scalve

E’ questo il percorso più breve, che in circa 3 ore partendo dalla località Paghera, (già vista per l’escursione ai laghetti del Venerocolo),  nella frazione Ronco di Schilpario, permette di salire al bellissimo rifugio; dopo il ponte sul torrente Vò, si prende a sinistra la strada in terra battuta che in circa 800 metri giunge alla località La Paghera (m. 1100), dove si può parcheggiare. Si prende la mulattiera che si inoltra nel bosco, ignorando il segnavia CAI 414 che sale a destra verso la valle del Venerocolino. In prossimità delle cascate (deviazione sulla destra) si incontra il sentiero CAI 413 che proviene da Ronco e lo si segue. Si supera un ponte e si sale con svolte nel bosco. Il sentiero prosegue  lungo il lato orografico destro della valle del Vò. A quota 1650 (Venano di Mezzo) si attraversa il torrente (ponte di legno) e si sale con più decisione fino alla conca di Venano di Sopra (m 1850), che si attraversa per riprendere la salita su una mulattiera. Con pendenza costante e con ampi tornanti si perviene alla quota di metri 2202. Quì si svolta in direzione nord e, con percorso più dolce, si arriva al rifugio Nani Tagliaferri (m 2328). Si ritorna con lo stesso sentiero in circa 2 ore e 30.

Guarda le Foto                                                                                                                      Mappa

Partenza

quota

Arrivo

quota

dislivello

max

Tempo

Km

Difficoltà

Data

La Paghera di Ronco

1100

Rif. Tagliaferri

2328

1228

 

h. 3.00

11

E+

24/06/2012

Nota: il tempo è riferito alla sola salita o all’andata!

 

Itinerario 2: dal Passo del Vivione (m 1828)

Per questo percorso CAI 416, c’è la necessità di recuperare l’auto al Vivione, in quanto è previsto il ritorno dalla Valle del Vò, visto e considerato che solo per l’andata sono necessarie circa 5 ore. Questo itinerario fa parte del Sentiero Naturalistico Antonio Curò. Dal passo del Vivione vicino al rifugio si prende una strada sterrata (bacheca e cartelli segnavia) che conduce alla Malga Gaffione (m 1825). Prima di raggiungere la baita si prende il sentiero a destra e si inizia a salire nella valle che scende dal lago di Valbona (m 2055). Si supera il lago e, sempre con pendenza costante e con ampi tornanti, si sale la costa di Valbona e si arriva al passo del Gatto (m 2416). Superato il passo del Gatto si scende e si passa a destra dei laghetti di San Carlo, oltre i quali si arriva alla piana dei laghetti del Venerocolo e all'omonimo passo (m 2314). Di seguito si incontra il tratto più impegnativo del sentiero: si sale al passo del Demignone (m 2485) e poi, per un tratto particolarmente esposto (presenza - a tratti - di catene corrimano), si comincia a scendere e si arriva al passo del Vò (m 2368). Proseguendo si giunge infine al passo di Venano, a pochi metri dal rifugio Nani Tagliaferri.

Guarda le Foto                                                                                              Mappa

Partenza

quota

Arrivo

quota

dislivello

max

Tempo

Km

Difficoltà

Data

Passo del Vivione

1828

Rif. Tagliaferri

2328

500

760

h. 5.00

14

EE+

08/07/2012

Nota: il tempo è riferito alla sola salita o all’andata!

 

                                                                                    

(seconda parte)Sopra i 2000 m