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   (seconda parte)Sopra i 2000                                                                                              

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Pizzo Pianezza

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Diga del Gleno

 

Pizzo Pianezza (m 2046) e Diga del Gleno (m 1534) Giro ad anello

 

Il Pizzo Pianezza (m 2046) è l’ultima elevazione meridionale di quella cresta che divide la Valle del Gleno a ovest, dalla Valle del Tino a est e che, con andamento nord_est termina al Pizzo Tornello (m 2687), passando dalla quota 2364 costituita dalla Cima di Cornalta. I versanti meridionali e occidentali del Pizzo Pianezza, pur erbosi e boscosi, sono molto ripidi ed in particolar modo dirupati sul Lago del Gleno e non si prestano ad eventuali risalite. Il versante sud_est invece offre una via di risalita tutto sommato facile e collaudata, seppur ripida. Sulla cima sorge una grande e vecchia croce di legno postata dalla Sez. Cacciatori di Vilminore di Scalve nell’Agosto 1989. La Baita Napoleù (m 1680), spartana cascina di legno privata, comunque aperta a mò di bivacco, è punto di passaggio obbligato per la salita al Pizzo Pianezza e offre la possibilità di sostare in un luogo appartato e poco affollato. Di solito la partenza dell’escursione avviene da Pianezza (m 1250) con parcheggio a pagamento, oppure da Vilminore (m 1000), Bergamo.

 

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ITINERARIO

Se si parte dai 1000 metri di Vilminore (vedi cartina), conviene salire a Pianezza seguendo un tratto della Via Decia (Terza Tappa, da Vilminore a Schilpario) con cui si sale lungo l’antica strada per Pianezza segnata dalle stazioni della Via Crucis (si passa vicino alla chiesa di S.M.Assunta e S.Pietro e poi Via Baicos…). Poco sopra il ponte di Meto, il sentiero si biforca. Abbandoniamo la Via Decia che svolta a dx, girando a sx sulla Via Strada Vecchia per giungere poco dopo nel piccolo borgo di Pianezza. Sin qui avremo percorso circa 1,8 Km e 250 metri di dislivello.

Dalla piccola piazza si seguono le chiare indicazioni del Sentiero 411 per la Diga del Gleno e Baita Napoleù, tenendo presente che siamo ancora su un tratto della Via Decia (Seconda Tappa, da Colere a Vilminore). In 10 minuti si raggiunge una bacheca dedicata al Parco delle Orobie Bergamasche in località “Fonc” (m 1345). Seguiamo sempre il 411 incontrando quasi subito il bivio del 411A, indicazioni Baita Napoleù, che prendiamo svoltando a dx. Si sale in moderata salita attraverso un bel bosco sino ad uscire in una radura dove sorge la baita di legno chiamata Napoleù, adibita a spartano bivacco (m 1680). Dalla baita il Sentiero 435 conduce a Vilmaggiore mentre un'altra freccia segnaletica indica un sentiero non numerato che si inoltra pianeggiante nel bosco, con destinazione Diga del Gleno. Li vicino, in corrispondenza di un sasso con la scritta Pizzo, parte verso nord anche il sentiero per il Pizzo Pianezza. Si sale molto ripidi avanzando nel bosco sino alla quota di circa 1800 metri, dove si incontra una zona pietrosa che si supera sulla destra, sempre in ripida salita zigzagando tra alcune piante. La traccia è comunque evidente e sempre supportata dai segnavia, anche in alcuni tratti un pochino esposti. Verso i 2000 metri, quando la pendenza diminuisce, si percorre l’ultimo tratto su terreno erboso e si guadagna la vetta del Pizzo Pianezza (m 2046), dove sorge la grande croce di legno. Il panorama è notevole sulla Valle del Gleno e verso alcune vette orobiche, come lo stesso M.Gleno (m 2883), il Pizzo Tre Confini (m 2824), il Pizzo Recastello (m 2886) ed anche verso il Pizzo Coca (m 3052) che spunta tra i rilievi del M.Sasna e del Pizzo Corona. Per vedere il sottostante Lago del Gleno bisogna spostarsi verso il precipite versante occidentale della Valle del Gleno. Molto suggestivo è il crinale che raggiunge la Cima di Cornalta (m 2364).

Si ritorna seguendo a ritroso il ripido sentiero sino alla Baita Napoleù, dove si devia a dx per seguire il sentiero (non numerato) con indicazione Diga del Gleno. Con questo sentiero, lungo circa 2km, si va ad intersecare il Sentiero 411 che avevamo abbandonato per salire alla baita. Tenere presente che prima di intersecarlo, una breve deviazione indicata, ci consente di arrivare all’osservatorio faunistico “Pagarulì. Ora si cammina praticamente pianeggianti sull’ormai famoso e suggestivo trecciolino 411, a picco sulla incassata valle attraversata dal Torrente Povo, sino ai ruderi della Diga del Gleno (m 1534). In pochi minuti si può salire al piccolo chiosco in legno, adibito a ristoro nei periodi di bella stagione. Si informa che è in via di apertura un nuovo chiosco-rifugio che sostituisce definitivamente il vecchio punto, la cui inaugurazione ufficiale è prevista per il 19 luglio 2026.  La nuova opera è stata fortemente voluta dal Comune di Vilminore di Scalve per unire un moderno punto di ristoro (con servizi igienici) a uno spazio informativo dedicato al tragico crollo della diga del 1923.

Per ritornare a Pianezza facendo un’anello, la via più veloce e meno impegnativa, è quella di seguire il Sentiero 410 sino al Ponte del Gleno in zona “Corne Strette” e poi il Sentiero 449, oppure il 443 se dobbiamo rientrare a Vilminore. Tuttavia, nell’ottica di effettuare un ritorno molto più remunerativo in termini di paesaggi e bellezza del percorso, si consiglia di usufruire del bel Sentiero 409A (anche Via Decia) che si stacca dal Sentiero 410 poco sotto la diga, a quota 1440 m, seguendolo sino alla località “Designo” (m 1325), nei pressi della frazione Nona. Il sentiero è molto suggestivo, con alcuni saliscendi protetti da corrimano, ma mai difficile, con cui si attraversa un piccolo e fresco torrentello tramite ponticello in legno. Da Designo, si continua su una bellissima stradetta (Sentiero 443) per gran parte erbosa, attraversando grandi prati verdi, sino a rientrare nel lariceto e scendere al Ponte del Gleno (m 1153), nella già citata zona delle Corne Strette. Col 449 si risale a Pianezza tramite l’ultima salita dell’escursione, oppure si scende a Vilminore col Sentiero 443 (anche Via Decia).

     

Earth

Cartina Gpx

Traccia Gpx

con Sentiero 409/443

Traccia Gpx

con Sentiero 410

Mappa

 

Partenza

quota

Arrivo

quota

dislivello

Tempo

Km

Difficoltà

Data

Pianezza

1250

Baita Napoleù

1680

+430

h. 1:00

1,8

E

22/05/2026

12/06/2021

15/06/2019

Baita Napoleù

1680

Pizzo Pianezza

2046

+366

h. 0:50

1

EE

Pizzo Pianezza

2046

Diga del Gleno

1534

h. 1:30

4,5

EE/E

Diga del Gleno

1534

Designo

(Nona)

1325

+50

h. 1:00

3,2

E

Designo

(Nona)

1325

Pianezza

1250

+100

h. 1:00

3

E

 

 

Foto 22/05/2026

 

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Pianezza

Baita Napoleù

La cresta verso

Cima Cornalta

Il Gleno innevato

Croce di Pizzo Pianezza

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Pizzo Pianezza

Ettore

Il lago del Gleno

Paesaggio

Sul Pizzo Pianezza

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Sentiero 411

Sentiero 411

I ruderi della diga

I ruderi della diga

Lago del Gleno

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Lago del Gleno

Il vecchio chiosco

La Valle del Gleno

I ruderi della diga

La Valle del Gleno

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Sentiero 409A

Fresco torrentello

Via Decia

Sentiero 409A

Designo

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Sentiero 443

Sentiero 443

Sentiero 443

Località

Ponte del Gleno

La Presolana

 

 

Foto 12/06/2021

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Sulla Via Decia

a Vilminore

Vilminore

La Presolana

Sentiero 411A

Baita Napoleù

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Si vedono il Tornone

e il Tornello

Il Pizzo Pianezza

Croce sul

Pizzo Pianezza

Il Lago del Gleno

La Presolana

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Foto ricordo

Sentiero 411

I ruderi della diga

I ruderi della diga

Lago del Gleno

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Lago del Gleno

Lago del Gleno

La Valle del Gleno

Torrente Povo

Pieve di Vilminore

 

 

Foto 15/06/2019

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Pianezza

La fontana

Sentiero 411

Baita Napoleù

Verso il Pizzo Pianezza

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Verso il Pizzo Pianezza

Il Pizzo Pianezza

Pizzo Pianezza

Foto di rito

Il Lago del Gleno

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Osservatorio “Pagarulì”

I ruderi della diga

Lago del Gleno

Valle del Gleno

Il chiosco

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Il Lago del Gleno

Sentiero 410

Osservatorio faunistico

Giglio selvatico

Osservatorio faunistico

 

   (seconda parte)Sopra i 2000